Tribunale di Arezzo, 22.1.1990 - Mauro Di Fresco
Integra il reato di atti di libidine violenti il comportamento di un infermiere professionale ospedaliero, munito di diploma di tecnico in neurofisiopatologia, il quale, nel sottoporre ad esame encefalografico una ragazza diciottenne, col pretesto di compiere accertamenti tecnici le pratichi palpazioni nel petto e nella vagina (nella specie, si è affermato che, in materia, non è condotta violenta solo la coartazione dell'altrui volontà intesa comunemente come la conseguenza dell'estrinsecazione di un'energia fisica, bensì anche la violenza potenziale, cioè ogni attività che un soggetto subisce senza che vi sia il suo consenso effettivo, esplicito od implicito).
LaPrevidenza.it, 07/12/2007
3497880035
Diritto civile, danni da sangue infetto, da vaccino e da talidomide, con riferimento sia ai profili indennitari (...
0958996835
3358439786
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