Articolo di Mariagabriella Corbi
I controlli a sorpresa, rispetto a quelli effettuati " a tavolino" in Ufficio, sono la peculiarità dell'attività della Guardia di Finanza. Essi sono avvolti dalla riservatezza delle indagini prima di procedere all'acquisizione di dati e documenti direttamente dal contribuente oggetto di verifica. Per la G. di F., rispetto a quella degli uffici, è uno dei punti qualificanti dell’attività ispettiva. Cioè si ritiene che il risultato finale delle verifiche sia fortemente influenzato dalla riservatezza delle indagini effettuate prima di effettuare l’accesso, che consente di venire in possesso di documenti e prove di evasione che diversamente non si troverebbero nei locali aziendali. E' un'operazione estremamente sensibile che richiede, senza dubbio grande professionalità ed esperienza per ostacolare e rinvenire le molteplici forme di elusione e di evasione, ma, proprio grazie all'"anomalia" dell’effetto sorpresa permette di acquisire agli atti della verifica della documentazione contabile e/o extracontabile fondamentale nell’accertamento. Inoltre, è indispensabile - per la contemporaneità - al fine di rilevare ad esempio tutte quelle “verifiche dirette” relative alle giacenze reali, riscontro delle unità lavorative nella Ditta/azienda/ufficio, della Cassa contanti, etc.
LaPrevidenza.it, 10/07/2009
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